Scritto il 2 Febbraio 2021 – Una vita a colori
Diritti di cui nessuno parla
Quando resti incinta sembra di stare su una nuvola morbida e soffice.
Immagini visite di controllo, la pancia che cresce, riposo e pasti abbondanti. Stop.
Poi scopri la realtà: burocrazia infinita. Devi scrivere all’INPS, all’ASL per la maternità anticipata, inviare email e telefonate al lavoro. Se poi vivi la gravidanza in piena pandemia COVID-19, tutto diventa ancora più “divertente”. Nessuno allo sportello risponde, per email arrivano informazioni incomplete e ti ritrovi a fare avanti e indietro (in casa), come se scavassi solchi nel corridoio.
Risultato? Arrivi al parto e molte pratiche non sono ancora risolte. E la soluzione a metà dei problemi si chiama “certificato di nascita”.
Cos’è l’allattamento a rischio
Di questa possibilità quasi nessuno parla: si chiama allattamento a rischio.
È un congedo particolare che non dipende dall’INPS (come la maternità obbligatoria o facoltativa), ma dall’Ispettorato del Lavoro del tuo Comune.
👉 Quanto dura? Fino al 7° mese di vita del bambino.
👉 Cosa prevede?
- Puoi essere spostata di mansione, mantenendo il 100% dello stipendio.
- Oppure, se non è possibile, puoi restare a casa con il 100% dello stipendio.
Io l’ho scoperto solo per caso, chiacchierando con una collega. Nessuno lo aveva mai menzionato durante tutta la gravidanza, e l’ho saputo… dopo il parto!
Come fare richiesta
- La domanda va presentata tramite datore di lavoro all’Ispettorato del Lavoro.
- Se l’Ispettorato accerta che rientri nei requisiti, emette il provvedimento.
- A quel punto basta comunicarlo a INPS e datore di lavoro.
Nel mio caso, se ne è occupata l’impiegata delle risorse umane dell’azienda, che ha fatto da ponte per ottenere l’approvazione. Quindi: non serve fare tutto da sole, chiedete supporto anche in ufficio.
Documenti richiesti
Per presentare domanda servono:
- Certificato di nascita del bambino/a (o autocertificazione).
- Dichiarazione del datore di lavoro che attesti le mansioni che svolgi e l’impossibilità di cambiarti ruolo in sicurezza.
Domanda frequente
Allattamento a rischio e congedo parentale facoltativo si escludono?
No! Puoi tranquillamente richiedere prima l’allattamento a rischio e, una volta terminato, passare al congedo facoltativo, seguendo la normale procedura.
Link utili
Spero che queste informazioni vi siano utili. Io le ho scoperte per caso e non voglio che capiti anche ad altre mamme.
Se avete domande o volete condividere la vostra esperienza, lasciate un commento qui sotto o scrivetemi su Instagram.
La prossima volta parleremo degli altri tipi di maternità e di come scegliere l’opzione più adatta.
Marvy
Io ho scoperto l’allattamento a rischio solo tramite il tuo blog!
Sono contenta di aver fatto un po’ di informazione utile. Mi fa piacere sapere che almeno una persona in più ha scoperto questa cosa.
Ti dirò di più, mi sono giunte altre informazioni proprio riguardo questo argomento!
Dettagli forniti dall’INPS, non da uno sconosciuto sotto casa.
Praticamente ci si sta passando informazioni a metà tra enti stessi, e tra donne non sappiamo più di cosa parliamo praticamente!
Vi aggiornerò.
Non so se qua o sul mio profilo Instagram ma lo farò.